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Una pastorale per la nuova evangelizzazione

Intervistiamo don Andrea Brugnoli, il coordinatore internazionale di questa realtà di nuova evangelizzazione


di Fabio Trevisan *

Abbiamo intervistato Don Andrea Brugnoli, sacerdote della diocesi di Verona, promotore delle “Sentinelle del mattino” e di tante altre iniziative di pastorale di primo annuncio per la nuova evangelizzazione, a cui è stata affidata la direzione del Centro per la Formazione alla Nuova Evangelizzazione:

- Potrebbe spiegare il progetto per la nuova evangelizzazione che ha animato le varie iniziative pastorali, ad iniziare da “Una luce nella notte” ?

Nel presentare l’attività di evangelizzazione alle Sentinelle del mattino, ho chiarito che quello che stavamo facendo più che un “progetto” costituisse una “realtà”. Una realtà nella Chiesa. Il termine “progetto” con cui inizialmente avevamo denominato le Sentinelle aveva l’intenzione di far capire che non eravamo un movimento o un’associazione (con tutto il rispetto per queste espressioni ecclesiali) che avesse magari un inizio e una fine ma che avremmo dovuto abituarci a dirci e sentirci sempre più come una “realtà”, un qualcosa che esiste e che ha dei progetti.

- Qual è allora la “realtà” che portate nella Chiesa ?

La realtà sono le sentinelle stesse, le persone che esprimono il valore di questa realtà che stiamo vivendo. Faccio un esempio: quando una persona incontra le Sentinelle e viene a vivere Una luce nella notte, solitamente non dice: “Ma che bell’attività che fate!” ma piuttosto afferma: “Che belle persone che ci sono qui; voglio essere come voi!”. Laddove c’è una sentinella si vede e la nostra vision deve essere quella di una Chiesa tutta rinnovata dalla presenza delle sentinelle.

- C’è allora un problema di formazione delle Sentinelle perché possano testimoniare la bellezza e la differenza dell’essere cristiani ?

La formazione delle sentinelle, usando ancora un termine solitamente in voga nelle strategie aziendali, è la nostra mission, il nostro compito nella Chiesa e il perché di tutto quello che facciamo.

- In che modo avviene la formazione ?

Prendendosi cura delle persone si possono farle diventare (con la grazia di Cristo) autentiche sentinelle, ossia persone che hanno incontrato Gesù vivo, che hanno uno scopo forte e buono nella vita e che coltivano uno stile unico e attraente. In questo modo le sentinelle poi formano altre sentinelle.

- Quali sono i mezzi, gli strumenti per la formazione ?

Il primo passo è il Corso Base, ovvero un percorso teologico-pastorale sui fondamenti della nuova evangelizzazione per formare i protagonisti di questa attività di primo annuncio. Rivolto soprattutto ai giovani per iniziare un’equipe diocesana, si svolge in un weekend, per risvegliare i battezzati che vorrebbero impegnarsi nell’evangelizzazione, ma che non sanno come farlo. Un corso avanzato successivo approda alla formazione delle “barche”, che è un nuovo modo di vivere il gruppo giovani per accompagnare i nuovi convertiti alla “novità” della fede e ad appartenere ad una parrocchia, anche se la spinta apostolica e la gioia cristiana conduce oltre la parrocchia, alle missioni di primo annuncio.

- Cosa sono le missioni di primo annuncio ?

Sono tutti quegli eventi (dalle scuole alle spiagge d’estate, dall’ Happy Hour ai Corsi Alpha) che i giovani della diocesi organizzano per portare le persone a riscoprire ed a vivere il proprio battesimo.

- Che cos’è l’Happy Hour ? Cosa sono i Corsi Alpha ?

L’Happy Hour è stata pensata come una serata fashion per evangelizzare e si svolge in un locale ad hoc, come fosse l’inaugurazione di un pub. L’Happy Hour è una serata fatta appositamente per far arrivare il primo annuncio a coloro che mai entrerebbero in chiesa, i cosiddetti “lontani”. Il nostro compito è quello di abilitare degli evangelizzatori capaci di dialogare con persone molto lontane con tempi molto brevi, attorno ai sette minuti. Anche i Corsi Alpha hanno il medesimo scopo di raggiungere i più lontani attraverso delle cene di evangelizzazione, portandoli così gradualmente all’atto di fede. Si tratta di una metodologia in cui, attraverso un ciclo di quindici cene, si può annunciare la bellezza dell’essere cristiano. Quest’esperienza di evangelizzazione, fondata a Londra da Nicky Gumbel, è tra le più utilizzate al mondo ed è stata portata in Italia proprio da noi, presentandola con due convegni e la pubblicazione di due libri: un manuale per iniziare (“Alpha per l’Italia”) e il testo base di catechesi (“Domande di vita”).

- Quali problemi avete affrontato nel portare questi esempi di pastorale per la nuova evangelizzazione ?

Il problema maggiore in Italia è stato quello di far acquisire alle parrocchie in primis una vera mentalità di primo annuncio. Ad esempio, riguardo i Corsi Alpha, mancano le persone formate per guidare un ciclo di corsi come questi. Occorre quindi formare le persone del team parrocchiale facendole entrare dentro una nuova mentalità di evangelizzazione.

- Quali altri progetti di nuova evangelizzazione avete messo in cantiere ?

Abbiamo affrontato i temi scottanti riguardo la ragione e la fede attraverso il  format del Café Teologico, che ha riscontrato parecchio successo tanto che diverse città italiane (da Verona a Verbania, da Ravenna a Termoli, da Cremona a Città di Castello) hanno adottato questo marchio registrato per garantire la qualità della proposta.

- Di che cosa esattamente si tratta e cosa si dovrebbe fare per avviare un café teologico nella propria città ?

Il Café teologico è un incontro formativo periodico (preferibile quindicinalmente) che si svolge in un clima rilassante e lounge , cioè sereno ma allo stesso tempo profondo, dove si può consumare un drink argomentando su temi storici, filosofici, scientifici, etici, religiosi con dei relatori di qualità che possano condurre la serata a tema in modo coinvolgente e appassionato. Per garantire appunto la qualità delle serate abbiamo registrato il marchio café teologico, che ha anche un logo sotto il quale si può scrivere il nome della città che lo organizza. Noi crediamo che per trasmettere un giusto approccio apologetico per invitare le persone a rendere ragione della propria fede sia opportuno porlo in un clima dove, sorseggiando tisane e caffè, si possano discutere quei temi che generalmente non hanno un adeguato spazio (da un punto di vista cattolico) nei mezzi di comunicazione sociale. Per avviare un café teologico serve un’autorizzazione scritta del depositario del nome. Dimenticavo di dire che il café teologico è aperto anche a non credenti, atei e agnostici. La filosofia vincente è quella del confronto aperto dove i partecipanti, stando comodamente seduti attorno a tavoli da bar, suscitano un attivo dibattito e stimolo in un contesto dove la verità e la libertà hanno l’ultima parola. Tutti possono partecipare alla discussione scrivendo su un foglio la propria domanda che verrà sottoposta al relatore.

Si tratta quindi, oltre ad uno spazio di confronto,di un luogo dove si ricerca insieme la verità ?

Certo, un vero spazio di confronto e di ricerca della verità che da una parte parla di temi legati all’attualità ma che dall’altra cerca di non cadere nel conformismo.

Don Andrea, ci può dire qualcosa della formazione spirituale delle Sentinelle ?

Dal 1999 nel progetto Sentinelle del mattino vi è la spiritualità della Dieci, che costituisce la spiritualità della nuova evangelizzazione. Si tratta di un patto personale con il quale offriamo a Dio la nostra vita per la salvezza dei giovani delle nostre città, per la missione evangelizzatrice della Chiesa e per i sacerdoti. Desideriamo, con questo patto, mettere Gesù al centro delle nostre iniziative anche nelle parrocchie, in quanto il vero Protagonista rimane Lui. A Lui le sentinelle portano le persone, a Lui chiediamo e preghiamo per la salvezza delle anime, da Lui partiamo per avere nel cuore l’amore e la forza necessaria per servire i fratelli.

Da dove trae origine il significato della parola Dieci e la sua spiritualità ?

L’intuizione della spiritualità della Dieci nacque negli anni ‘40 da un santo sacerdote di Bassano del Grappa, Don Didimo Mantiero, che rileggendo quel passo della Genesi (18, 16-33) che ricordava il patto stipulato tra Dio e Abramo per la salvezza delle città di Sodoma e Gomorra, credette di poterlo attualizzare anche nel mondo moderno. Nacquero così attorno a questa spiritualità molte iniziative ed azioni (ad esempio a Bassano sorsero il Comune dei Giovani e la Scuola di Cultura Cattolica) il cui fulcro potrebbe essere sintetizzato con le stesse parole di Don Didimo: “ Preghiera è la nostra onnipotenza e la debolezza di Dio. L’uomo diventa “onnipotente” in virtù della sua fiducia in Dio. Dio misericordioso è “debole” di fronte all’incrollabile fiducia di un credente”. Anche nel mondo moderno secolarizzato era ancora possibile trovare delle persone, dieci giusti (da qui la spiritualità della Dieci) che ripresentavano l’antico patto di alleanza tra Dio e Abramo.

Mi sembra di capire che non si tratti solamente di un atto ideale, di un patto formale ?

Infatti. Per mettere Gesù come punto centrale dei nostri pensieri è necessaria l’adorazione eucaristica. Inginocchiandoci davanti alla presenza viva di Gesù possiamo dire con tutto noi stessi che Lui val più di ogni nostra azione. Le nostre ginocchia piegate dicono che a Lui solo ci prostriamo e non ai mille idoli del mondo. Nella mia parrocchia ho istituito l’adorazione continuata dalle 8 alle 24 ogni giovedì.

Don Andrea, consultando il vostro sito (www.sentinelledelmattino.org) mi sono imbattuto in un’altra parola un po’ difficile, worship, di che si tratta ?

Il worship è il sintonizzarsi sull’ascolto della Parola di Dio. Ogni due settimane ci incontriamo per adorare il Signore con il canto e la lode ed il worship trasforma i canti in adorazione e trasmette la visione affinché tutti si sintonizzino sulle onde giuste, sulla Parola di Dio. Abbiamo compreso l’importanza di questo stile di preghiera che sostiene  la nostra attività di nuova evangelizzazione.

Ci può dire qualcosa delle attività delle Sentinelle all’estero ? So che recentemente siete stati invitati in Spagna.

Nel novembre 2012 a Valencia più di 3.000 delegati da tutte le diocesi spagnole si sono incontrati per un importante convegno di tutta la pastorale giovanile per la nuova evangelizzazione ed ho avuto l’onore e l’onere di tenere una relazione sul tema: “Il primo atto della fede”. Si sono costituite le Sentinelle barcellonesi che hanno dato il via all’esperienza nella loro città catalana. Altri giovani spagnoli erano precedentemente stati in Italia, ad esempio a Milano Marittima d’estate per le “missioni” nelle spiagge, per rendersi conto del nostro operato.

Ho saputo di Taiwan; è vero che i vescovi cinesi sono interessati a come si evangelizza a Verona ?

Lo scorso marzo sono stato personalmente invitato al Primo Simposio sulla nuova evangelizzazione nell’isola cinese di Taiwan. Negli anni ’50-60 a Taiwan c’è stato un boom delle conversioni, in generale tra gli ex- militari scappati dalla Cina e che hanno trovato nella religione cattolica un sostentamento. Padre Felice Chech, un camilliano italiano che da molti anni è missionario tra Taipei e le Isole Pescadores e che è Direttore delle Pontificie Opere Missionarie locali, ha organizzato questo Simposio con 250 adesioni tra vescovi, preti e laici. Confesso di essere stato piacevolmente sorpreso quando ho ricevuto la telefonata di invito da Padre Chech, il quale mi ha confidato con molto entusiasmo che avrei dovuto parlare dell’esperienza delle Sentinelle a tutti i vescovi cinesi. A me hanno affidato le tre relazioni principali del Simposio. Anche a Taiwan i giovani scarseggiano nelle Chiese e le nostre esperienze potrebbero offrire lo spunto e lo spirito per un rilancio della formazione cristiana.

* Osservatorio Internazionale Card. Van Thuan

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