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Senza cellula non possiamo vivere

A Ravenna la cellula si è moltiplicata! Caterina ci racconta e testimonia la sua esperienza con le cels

Caterina e Davis, i leader delle due cellule

Caterina e Davis, i leader delle due cellule


Il 4 febbraio la cellula di Ravenna si è moltiplicata! Per me, che vivo da più di tre anni questo appuntamento settimanale, è stato un momento incredibilmente significativo, che mi ha fatto ripensare a com’è iniziato il mio percorso in cellula e mi ha dato modo di ringraziare il Signore per tutto ciò che ha fatto per la mia vita e la mia città. Ho iniziato la cellula ad ottobre del 2010, a Bologna: allora stavo via da Ravenna tutta la settimana e avevo un appartamento in affitto per poter frequentare comodamente l’università. Avevamo fatto il corso cellule a Ravenna l’anno prima e abbiamo iniziato ad incontrarci in sei – cinque studenti e un lavoratore, tutti romagnoli – nell’appartamento che Carlotta ed io condividevamo con una mia compagna di facoltà di Prato, non molto credente... Mi ricordo ancora l’imbarazzo quando, durante una cena, le abbiamo spiegato che si sarebbe trovata in casa tutti i lunedì sera altre quattro persone per “una specie di incontro di preghiera”: dire che è rimasta basita è poco! Probabilmente avrà pensato che fossimo un gruppo di fondamentalisti cristiani, e il nome cellula, per noi che stavamo studiando gli anni Settanta in letteratura, non aiutava…

A parte gli scherzi, ricordo ancora che intorno a marzo 2011 andammo a fare un giro fino al santuario di San Luca dopo un esame e lei, che ovviamente era nel mio oikos, mi confidò che era perfettamente consapevole che non si sarebbe mai riavvicinata al Signore, se non avesse avuto per coinquiline due ragazze che tutti i lunedì sera le portavano in appartamento quei canti e quelle preghiere, che lei poteva sentire dalla sua stanza mentre facevamo l’incontro di cellula.

Il 22 marzo 2012 è iniziata ufficialmente l’avventura della cellula di Ravenna: era da anni che si voleva cominciare, ma non c’erano abbastanza persone, non c’era una casa, non c’erano insomma le possibilità materiali per cominciare, così i quattro ravennati che avevano il desiderio di vivere questo momento settimanale affrontavano tutte le settimane la nebbia della campagna e si spostavano a Castiglione di Cervia, a casa di Federica e Davide, o nell’altra cellula di Castiglione. Io stavo finendo gli esami della laurea triennale, avevo lasciato l’appartamento perché dovevo cominciare il tirocinio a Ravenna, ho due genitori molto accoglienti; mi sono detta “forse stavano solo aspettando me…” e abbiamo iniziato ad incontrarci a casa mia. Eravamo in sei: io, i quattro ragazzi che fino ad allora erano andati a Castiglione, e un nuovo ragazzo che era stato coinvolto da Davis, il co-leader della cellula.

Dopo quasi due anni da allora, ci siamo moltiplicati. Siamo stati in sei/sette per tutto il 2012 e buona parte del 2013; poi, a maggio 2013, abbiamo accolto Carlotta e Maria Elisabetta, che avevano appena lasciato la cellula di Bologna per tornare a casa dagli studi. La svolta che ci ha fatto capire che era arrivato il momento giusto per la moltiplicazione c’è stata a ottobre di quest’anno, quando sono entrate in cellula due ragazze di Alfonsine, un paese vicino a Ravenna: dato che avevamo già tre cellulini che abitano a Mezzano, nella stessa zona delle due ragazze, ci è parso palese come il Signore ci stesse indicando la strada. Ora siamo rimasti in sette a casa mia in città, e la nuova cellula, composta da cinque persone, si trova a casa di Davis a Mezzano, sotto la sua guida.

Fare parte di una cellula mi ha insegnato ad essere una cristiana migliore e, di conseguenza, una persona migliore, ma è da quando sono diventata leader che ho sentito maggiormente la chiamata alla preghiera e al servizio: ho imparato a prendermi cura dei miei cellulini tutti i giorni, perché se prego per loro solo prima dell’incontro di cellula, o non prego affatto tra una settimana e l’altra, se non li cerco mai o sono scontrosa, i risultati si vedono subito, e non sono certo positivi. Ho imparato a mettere a disposizione il mio tempo, a partire dalle cose che sembrano più insignificanti, come la preparazione del salotto di casa, in cui facciamo l’incontro il martedì sera, fino ad arrivare all’organizzazione dei momenti particolari come le cene o le serate in cui prepariamo il materiale che serve a tutte le sentinelle per vivere Una Luce Nella Notte. Ho imparato a ringraziare di cuore i miei genitori, che tutti i martedì sera ci lasciano il salotto e sopportano di essere relegati quando invadiamo la cucina perché ci troviamo prima a cena. Ho imparato, soprattutto, che senza la cellula non posso vivere: costa tanto impegno, ma è il modo migliore che il Signore mi ha dato per rendermi conto quotidianamente della sua presenza e aiutarmi, tramite gli altri cellulini, a portarlo a tutte le persone che incontro nella mia giornata.

Caterina

Leader della cellula di Ravenna

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