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P.R. di Gesù

Una sentinella racconta la sua conversione dalle discoteche della Romagna a Una Luce nella Notte

Emiliano di Ravenna

Emiliano di Ravenna


Sono nato nella Romagna anticlericale (battezzato di nascosto da mia mamma, perché mio papà era contrario) e fin da bambino, ho seguito le orme di mio padre (lui si definisce ateo) e così non ho frequentato il catechismo alle elementari: ricordo d'essere entrato in chiesa da bambino forse 2 volte e di aver avuto una certa soggezione o forse paura!

Chiaramente non ho ricevuto i sacramenti e la mia vita è continuata senza saper fare il segno della croce. La mia non è stata una scelta libera ma ho seguito l’esempio che mi veniva proposto.
Poi alle medie i miei si sono separati, ho cambiato casa, amici, scuola e questo cambiamento ha fatto si che mi chiudessi in me stesso! Alle superiori sono finito all'alberghiero a Milano marittima: lì ho imparato un mestiere. Sin dalla prima estate ho lavorato come aiuto cuoco.
Gli anni passavano, continuavo a studiare e a lavorare nel periodo estivo, ma davvero per Dio non c'era posto nel mio cuore!
Verso i 17 anni vengo a contatto con ragazzi che curavano le pubbliche relazioni in una discoteca e, quasi per caso, sono diventato un "uomo della notte". Di giorno dentro la cucina di un ristorante, di notte P.R. di importanti locali... un'occasione per conoscere gente nuova e vivere la vita da protagonista!
Un sabato notte (erano circa le 24) la musica era a basso volume (pre ascolto) e le persone stavano entrando nella discoteca per cui lavoravo. Io mi trovavo all'ingresso. Ad un certo punto un prete entra. Rimango stupito e inizio a seguirlo. Si reca deciso alla consolle e impugnando il microfono dona a tutti noi un messaggio sconvolgente: "Ama la vita"! Quelle tre parole mi hanno letteralmente trafitto. Quel prete si chiamava don Oreste Benzi!
Sono passati 15 anni da quell’incontro ma lo ricordo in modo molto vivo! Ancora ero lontanissimo dalla fede, ma ricordo che in quel periodo alla sera iniziai a recitare qualche preghiera! Cominciavo a percepire che la mia vita era incompleta: gli unici momenti felici erano quanto potevo stare in mezzo agli altri e cercare buone relazioni, ma erano assai rare nel mondo della notte!
Alle 5 di una mattina, appena uscito dalla grande discoteca “Villa Papeete” ho pensato: “che senso ha la mia vita?” Da quel giorno posso dire di aver abbandonato la vita mondana e di aver iniziato un cammino di scoperta di Dio, grazie all’esempio di mia mamma!
All’inizio il mio entrare in chiesa è stato molto timido. Sentivo però una spinta interiore: avevo sete di Gesù. Fino ad allora, il mio unico nutrimento era la musica: ma da quando sono riuscito ad accedere ai sacramenti, ho sentito la necessità di crescere e di consolidare ulteriormente la mia fede. Spinto dal mio parroco, ho iniziato a frequentare l'Istituto Superiore di Scienze Religiose ed è lì che ho incontrato una sentinella! E’ stato un grande dono! Da tempo chiedevo a Gesù qualche amico con cui condividere la fede.
Sono giunto così a Castiglione nell’agosto del 2010 in mezzo alle sentinelle e ho capito che avevo trovato qualcosa che davvero faceva al caso mio! Sono stato accolto come in una vera famiglia e mi sono sentito a casa. Era solo l'inizio. Penso d'aver incontrato Gesù proprio in quell’esperienza e ho trovato la gioia di credere! Ho ricevuto la più grande guarigione: quella del cuore!
Rispetto alla mia vita passata, ho trovato nuove energie per testimoniare il mio essere cristiano nel mio lavoro. Vivendo una Luce nella Notte ho scoperto la gioia di portare Gesù ai giovani che non conosco, ma soprattutto a quelli che conosco!
Ora di notte esco per le strade, non più per invitare i giovani in discoteca ma per invitarli davanti all’Eucarestia. Qualcuno mi ha chiamato il P.R. di Gesù!
La missione sentinelle del 2012 a Milano marittima è stata un segno grande per me: negli stessi luoghi che anni prima mi vedevano impegnato tra cucina e discoteche, luoghi che cercano solo apparenza ed esteriorità, ho riscoperto ancora una volta la bellezza di essere un evangelizzatore coraggioso e gioioso di quel Gesù che ho incontrato.
Adesso sono felice di quello che sono. Finalmente ho trovato il coraggio e la determinazione di lottare per portare agli altri il tesoro che ho scoperto. Una volta avevo paura di quello che sentivo dentro di me, perché mi sentivo diverso dagli altri: ora so che questa sensibilità e questa umanità che sento dentro è un dono che non posso tenere per me! E oso dire con San Paolo "guai a me se non annuncio il vangelo" (1Cor  9,16).
 
Emiliano - Sentinelle Ravenna

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