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Pastorale giovanile: cosa cambia

Don Andrea invitato dai vescovi spagnoli al Convegno Nazionale di Pastorale Giovanile di Zaragoza

zaragoza


Il cambio di mentalità del Convegno Nazionale di Pastorale Giovanile di Zaragoza

En Español di don Andrea Brugnoli* 

Tre giorni di conferenze e di laboratori per più di 600 delegati da tutta la Spagna, forse non più "cattolicissima" come nel '500, ma probabilmente più post-cristiana e secolarizzata. Direttori della pastorale giovanile, movimenti e associazioni spagnole si danno convegno per riflettere sulla svolta impressa da Papa Francesco a tutta la pastorale: nella bellissima Zaragoza, dal 28 al 30 marzo 2014.

Mons. Xavier Novell, vescovo di Solsona, neo-eletto come responsabile della Delegazione Nazionale di Pastorale Giovanile mi ha invitato a questo convegno perché vorrebbe che dal Convegno si iniziasse qualcosa di concreto. Tre sono, infatti, le proposte di primo annuncio che si vorrebbero vedere in azione nelle diocesi: il progetto Sentinelle del mattino, i Corsi Alpha e i Cursillos de Cristianidad. Un convegno "pratico", insomma, dove gran parte del tempo sarà speso per i laboratori dove i delegati potranno conoscere e, in qualche modo, sperimentare queste metodologie di primo annuncio ai giovani.

Piace questo approccio, finalmente poco clericale e molto pragmatico. Alcuni, ad esempio, ragionano ancora con una mentalità da "piccolo mondo antico", dove la pastorale consiste nel creare commissioni e sotto-commissioni. Si pensa che i giovani vengano raggiunti da questa creazione di enti inutili, composti da una coppia di laici, da un'equipe di preti e, magari, da uno psicologo e da un insegnante e chi più ne ha, più ne metta. L'illusione che questo approccio strutturale porti frutti è smentito ormai ovunque dai fatti: nascono queste commissioni e tutto si gioca all'interno delle strutture clericali. Ma il mondo vero, quello dei giovani, quello dei non credenti veri, non è quasi mai raggiunto.

Iniziare, invece, proposte di primo annuncio, risvegliando i battezzati praticanti al loro compito di essere evangelizzatori negli ambienti ordinari della vita (fuori, quindi, dal cerchio delle stanze parrocchiali), sembra essere una scelta vincente. A questo cambio di mentalità ci sta spingendo Papa Francesco, parlando di primo annuncio, di periferie, di identità dei discepoli-missionari (parole che per il Papa sono sinonimi: non c'è discepolo senza essere anche in missione).

Mons. Novell mi ha chiesto di tenere la "ponencia principal", la relazione che da il "La" al Convegno e mi ha chiesto di parlare di "primo annuncio ai giovani", un compito non facile e che cercherò di assolvere al meglio. Ma la parte più significativa del Convegno sarà proprio quel che segue: un'intera giornata dedicata non a conferenze generiche sui massimi sistemi, ma ad apprendere metodi per formare gli evangelizzatori, la vera urgenza delle Chiese europee di oggi. I delegati (preti e laici) saranno chiamati a confrontarsi con questa domanda: quanti evangelizzatori stanno evangelizzando i coetanei nella nostra diocesi? Come possiamo raggiungere i lontani, formando adeguatamente i nostri giovani credenti?

A partire dal I Convegno della PG spagnola a Valencia nel 2012, subito dopo la GMG di Madrid, quando fui invitato a presentare il progetto che sto servendo da 15 anni, le sentinelle (centinelas!) si stanno moltiplicando nella Penisola Iberica. Orami sono 6 le diocesi pienamente coinvolte nel progetto (Barcellona, Madrid, Toledo, Astorga, Valladolid, Santiago e altre in Galizia) e in lista ci sono molte altre diocesi spagnole, comprese le bellissime isole Canarie.

Una cosa è certa: la Spagna si sta interrogando sul futuro della Pastorale Giovanile e sta con coraggio intraprendendo percorsi nuovi, uscendo dallo schematismo strutturale degli anni '70-80. A Zaragoza ci sarà, pertanto, un vero Convegno, per nulla istituzionale, che offrirà riflessioni e confronti senza precedenti. Forse non sarà una rivoluzione, ma di certo segnerà una significativa tappa in avanti, in linea con la Evangelii Gaudium di Papa Francesco.

Vediamo cosa nascerà da Zaragoza e che cosa farà lo Spirito Santo nei cuori. Alla fine le cose nuove nascono sempre da persone nuove. Nella notte di sabato ogni delegato potrà rinnovare il suo Sì al Signore vivendo una specie di "Una luce nella notte", rimodellata per loro e per i numerosi vescovi e preti presenti. Animeranno la veglia le sentinelle delle diocesi spagnole già impegnate nel progetto. Via twitter vi terrò aggiornati sulla Conferenza, chiedendo le vostre preghiere e un'effusione speciale di Spirito Santo su tutta Zaragoza, toccata da tanta grazia.

* responsabile pastorale di primo annuncio nella diocesi di Verona

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