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Ne sento il bisogno anche per me stessa...

Riportiamo la bellissima testimonianza di Chiara, giovane di Berna (Svizzera), che insieme a suo marito Fulvio, ha partecipato per la prima volta a Una Luce Nella Notte di Novara.

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È stata un'esperienza forte che mi ha colpita profondamente, in senso positivo. Quando Francesca mi hai chiesto come era andata, forse non ti sono sembrata convincente o felice, ma la stanchezza alle 2 di notte aveva preso il sopravvento... e avevo la mente e il cuore troppo pieni di emozioni. Scusa se ti sono sembrata un po' poco emozionata, ma dentro di me già sentivo che qualcosa era cambiato... profondamente, qualcosa che non avevo mai sentito così prima...

Vorrei quindi raccontarvi un po' meglio cosa ho vissuto sabato sera grazie a voi e a Gesù.

Quando sono arrivata, avevo un misto di paura, timori vari, emozione per la prima volta di Una luce nella notte, dopo avervi tante volte seguito su fb o aver partecipato a Night Fever a Galway in Irlanda. Stavolta sarebbe stato diverso perché io in prima persona sarei stata chiamata a mettermi in gioco, sul campo, e non nascondo che fossimo sia io che Fulvio un po' tesi e in attesa di capire cosa sarebbe successo...

Il primo impatto (nella casa parrocchiale) è stato con la preghiera ad alta voce. Ho pensato: caspita, che belle preghiere, ma è difficile parlare ad alta  voce (per me che sono sempre stata molto timida e riservata). Infatti come prevedevo, mi sono vergognata e non sono stata capace di fare una preghiera a voce alta, anche se le ho fatte in silenzio, ma ho capito quanto bello sia farle come le fate voi, molto tranquillamente.

Poi la catechesi di don Stefano è stata molto molto bella, diretta, ma semplice, dritta al cuore, facile da immagazzinare nella mente e nel cuore e difficile da dimenticare.

Poi il momento di condivisione e conoscenza con la cena e gli Atelier e il tempo è trascorso così velocemente che non mi sono resa conto ed era ora di iniziare... Oh mamma, mi sono detta... e ora? Chissà a cosa sarò chiamata... Quando la Franci mi ha chiamata per andare in strada mi batteva forte il cuore... ed è stato molto bello sentire che avevate scelto Fulvio per pregare per me e Giulia. Grazie. Direi combinazione perfetta.

All'inizio ho pensato che forse sarebbe stato meglio affiancarmi qualcuno  già esperto, ma devo ammettere Giuseppe che hai ragione, quando ieri mi hai detto che in fondo anche voi, 5 anni fa avete iniziato da soli, senza qualcuno che l'aveva già fatto...

Ovviamente all'inizio è stata dura... sia io che Giulia ci guardavamo intorno, camminando nella piazza e non sapendo bene quali parole usare con le persone che avremmo fermato... poi piano piano abbiamo preso confidenza con noi stesse, ci siamo fatte coraggio a vicenda. All'inizio non mi sentivo convincente, mi sembrava di recitare una formuletta, senza sentire dentro qualcosa di veramente grande da poter comunicare agli altri.

Sono credente, ma spesso, molto spesso mi sono chiesta come gli altri sentissero la presenza di Gesù tangibile e reale mentre io mi sono sempre sentita un po' tiepida, mai infiammata come voi due o altre persone.

Sabato durante gli Atelier e anche prima in casa parrocchiale mi sono detta: ok, oggi come tante altre volte (durante i campi scuola o le route con il vescovo, le veglie missionarie, ecc) sono qui con altre persone a pregare, ma vedo che gli altri hanno un rapporto unico e speciale con Gesù... e io non ci riesco... non così come vedo gli altri...

Ma durante le due ore in strada e poi dopo in chiesa, qualcosa è cambiato, qualcosa è successo. E me lo avevate detto che Una luce nella notte è un'esperienza forte, che ti cambia e cambia le persone che arrivano in chiesa e pregano, ma io non capivo fino in fondo... fino ad ora.

La prima cosa che mi ha colpito profondamente è stato proprio il messaggio che lanciavo alle persone che fermavamo: il dire “Gesù ti aspetta”, mi ha scossa, ogni volta che l'ho detto mi sembrava una frase troppo forte, troppo grande, e le risposte erano normalmente sorrisi e sguardi maliziosi tra gli interpellati. Avevo paura di scoraggiarmi e invece da una parte capivo la loro reazione, mi sembrava più che normale, ma dall'altra parte, sentivo sempre più che dovevo far sapere alla gente che la chiesetta lì dietro il duomo era aperta, che c'era Gesù e che potevano fare un 'esperienza di preghiera e di dialogo con Gesù davvero speciale.

Due risposte sono state inaspettate:

La prima quando facendo la proposta ad un gruppo di 4 giovani, uno dei 4 mi ha chiesto: “oh, a che ora si può andare in chiesa?” e io sono rimasta stupita perché normalmente ringraziavano senza prestare ulteriore interesse... ed è stato quindi bello rispondere che la chiesa era già aperta e lo sarebbe stata fino a mezzanotte.

La seconda esperienza è stata davvero tosta: due ragazzi interpellati di cui uno è partito subito con 3-4 classiche bestemmie e poi mi ha detto: “ah sai glielo abbiamo già detto a Gesù di lasciare perdere, l'abbiamo messo in croce ed è morto. Quindi inutile fare tante storie...”. E io non so da dove mi sia venuta la risposta, ho detto: “eh si é morto ma poi Lui è risorto”. E il ragazzo non ha detto più nulla, ha solo ridacchiato, mentre è intervenuto l'altro, scusandosi e dicendo che erano atei e non erano interessati. E sono andati, ma ho lasciato loro lo stesso il volantino...

Poi siamo tornate in chiesa, Fulvio instancabile ha pregato, a parte 5 min in cui è andato a bere e pare che confrontando i tempi siano proprio stati i 5 min in cui eravamo con il ragazzo che ha bestemmiato... incredibile, no?

E poi ho scritto la mia preghiera sul foglietto... di getto, chiedendo a Gesù una fede più forte, dicendogli che avevo mille pensieri per la testa, il cuore pieno di emozione per le due ore trascorse in strada... ho scritto e scritto e poi mi sono messa in coda, con la mente così turbinante che non riuscivo a formulare una preghiera precisa. Volevo andare davanti a Lui da sola, ma mi si sono affiancati Giulia e Fulvio e sono felicissima ora che ci fossero anche loro, a conclusione della serata insieme alla mia compagna di strada e al nostro speciale intercessore. Giulia ha detto una preghiera ad alta voce e dopo pochi minuti, anche io sono riuscita a dire il mio grazie a voce alta... che emozione... due lacrime mi sono spuntate... anche Fulvio (molto più timido di me) ha parlato con Lui. E poi ancora un'emozione più grande che mi ha lasciato di stucco, impietrita: ho preso il biglietto e intenzionalmente ho rimescolato con la mano velocemente i bigliettini prima di prenderne uno, di proposito scegliendolo in mezzo agli altri e non in cima al mucchio, non so... mi sono detta, voglio proprio vedere cosa mi capita... come se volessi un po' metter alla prova Gesù... non so se mi capite... Poi Giuseppe hai chiamato tutti all'altare per la preghiera finale e mentre camminavo ho aperto il biglietto (troppo curiosa per aspettare) e ...:

"Non sia turbato il vostro cuore, abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me". Non potevo crederci, era la risposta alla mia preghiera appena deposta nel cestino... non mi avete vista, ma avevo davvero le lacrime agli occhi...

So che siamo un po' in ritardo dal punto di vista dell'età. Io e Fulvio siamo i più vecchi, siamo quelli meno giovani tra tutti gli altri e già con una famiglia... ma vorrei davvero partecipare ancora ad Una luce nella notte: ne sento il bisogno anche per me stessa, per far crescere la mia fede.

Grazie davvero!

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