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L’esperienza delle Sentinelle del mattino

Chi sono e cosa fanno le sentinelle del mattino: una presentazione organica e chiarificante


di Fabio Trevisan *

All’alba del terzo millennio, secondo le parole del Beato Giovanni Paolo II, sorsero le Sentinelle del mattino ad opera di un sacerdote della Diocesi di Verona, Don Andrea Brugnoli. Nacquero esattamente nel 1999, quando inizialmente la Chiesa di San Luca a Verona aprì le porte di notte cercando di accompagnare quei giovani all’incontro con Gesù: per i giovani attraverso i giovani, a due a due, secondo le parole del Vangelo. Erano, questi giovani, come delle piccole fiaccole che indicavano un percorso e tracciavano un cammino di possibile evangelizzazione anche nella notte, tempo solitamente impiegato dai giovani alla ricerca del divertimento nelle discoteche o in altri luoghi da sballo.

Rappresentavano così una sfida per rischiarare le tenebre, attraverso il Vangelo e l’incontro con Gesù, e portare così Una luce nella notte, come venne indicato da subito il progetto. Si trattava di un progetto di primo annuncio, il cui compito era quello di risvegliare i battezzati all’evangelizzazione e renderli partecipi della bellezza di appartenere a Cristo e alla Chiesa, creando così una vera alternativa alle lusinghe mondane, cercando di orientare lo sguardo, la mente e il cuore a ciò che era di essenziale. Si trattava anche, nell’ambito della nuova evangelizzazione, di superare la triste dicotomia tra fede privata e dimensione pubblica della stessa fede, che aveva per tanto tempo ristretto il luogo di presenza dei cattolici laici alla mera funzione religiosa, a quella che in termini correnti e un po’ dispregiativi veniva chiamata “sacrestia”.

Il progetto suscitato da Don Andrea Brugnoli intendeva, al contrario, risvegliare i battezzati all’evangelizzazione della vita ordinaria e quindi ad essere autentici seguaci di Cristo in tutte le dimensioni dell’agire umano, nei giorni feriali e festivi. Nacque così nella Diocesi di Verona un’equipe di giovani che appartenevano a diverse realtà ecclesiali o alle stesse parrocchie, senza identificarsi in un movimento o gruppo o associazione specifica. Questo progetto di nuova evangelizzazione non era esclusivo di un carisma particolare ma era appannaggio di tutti i giovani credenti che, adeguatamente formati, potevano far conoscere la ricchezza di Gesù  ai loro coetanei, senza la chiamata di cosiddetti “esperti esterni”. Dai giovani ai giovani, per renderli protagonisti in prima persona della bellezza della riscoperta gioiosa della fede.

Da allora il cammino delle Sentinelle per la nuova evangelizzazione si è diffuso in altre città che hanno adottato con successo il format originario delle sentinelle del mattino. Basterebbero le semplici testimonianze dei giovani che hanno conosciuto l’esperienza delle Sentinelle del mattino per rendersi esatto conto dell’efficacia del progetto che sin dall’inizio si era proposto di formare giovani leader per la nuova evangelizzazione. Marina, di Ragusa, ha spiegato con queste parole il suo personale incontro con le Sentinelle: “In una fase in cui la mia fede stava inciampando nella passività, durante l’Adorazione lo Spirito Santo ha sciolto ogni perplessità e timore … Che gioia! Subito dopo mi è stato affidato il mandato per i Contatti in strada…”. Oppure come una Sentinella sia passata dalle discoteche della Romagna a Una luce nella notte, raccontando così la sua conversione: “Non avevo ricevuto i sacramenti e la mia vita era continuata senza saper fare il segno della croce … i miei si erano separati e davvero per Dio non c’era posto nel mio cuore! Un sabato notte la musica era a basso volume e le persone stavano entrando nella discoteca per cui lavoravo. Io mi trovavo all’ingresso. Ad un certo punto un prete entra ed impugnando il microfono donò a tutti un messaggio sconvolgente: “Ama la vita!” Quel prete si chiamava Don Oreste Benzi … Poi ho incontrato le Sentinelle del mattino. Vivendo Una luce nella notte ho scoperto la gioia di portare Gesù ai giovani che non conosco, ma soprattutto a quelli che conosco! Ora di notte esco per le strade, non più per invitare i giovani in discoteca ma per invitarli davanti all’Eucarestia”.

La riscoperta del dono della fede e della possibilità di testimoniarlo con coraggio nella vita pubblica di ogni giorno è caratteristica predominante di molte altre testimonianze delle Sentinelle del mattino. In loro si può riscontrare la determinazione nel portare agli altri ciò che anche loro stessi hanno vissuto, come attestano quest’altre parole: “Ora so che questa sensibilità e questa umanità che sento dentro è un dono che non posso tenere per me! Oso dire con San Paolo: guai a me se non annuncio il Vangelo!”. Il vivere il proprio battesimo da evangelizzatori significa compiere quanto il Vangelo di S.Matteo (28,19-20) auspicava: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

Un’altra testimonianza dalla Chiesa di Sant’Anna di Termoli condensa l’appuntamento con “Una luce nella notte” che una ragazza ha vissuto: “L’ingresso in chiesa è stato diverso dal solito … mi hanno consegnato un foglietto bianco su cui scrivere una preghiera o un pensiero … sono rimasta a contemplare l’altare dove era esposto in adorazione il Santissimo Sacramento … un ragazzo mi ha consegnato una candela accesa e si è offerto di accompagnarmi all’altare. Ci siamo inginocchiati, mi ha presentato Gesù e ha iniziato a pregare per me…”. Il progetto delle Sentinelle per la nuova evangelizzazione è stato ribadito anche da Antonella, fiaccola di Agrigento, che ha sciolto ogni possibile timore dell’annuncio, temendo di non averne la forza, il coraggio, la capacità: “Dove troverò mai il coraggio? Io che fino a qualche anno fa avevo paura di salutare la gente per strada con tante remore … ho imparato a superare le mie paure. Ho imparato a parlare di Dio a gente che non Lo conosce perché non ha ancora avuto la gioia di incontrarLo”. Chi meglio di un simile evangelizza un suo simile?

Il format “Una luce nella notte” si sta diffondendo a macchia d’olio un po’ in tutta Italia ed anche all’estero (Spagna, Francia). Nel 2009 il vescovo di Verona, Mons. Giuseppe Zenti, ha chiamato Don Andrea Brugnoli a servire la Chiesa, incaricandolo del primo annuncio, nuovo settore all’interno dell’ufficio pastorale della diocesi. Don Andrea, servendosi di un’equipe di giovani ha nominato e coordinato una realtà formativa, il Centro per la formazione alla nuova evangelizzazione, che lavora per formare le “Sentinelle del mattino”. Nell’ottica del servizio alla Chiesa, le Sentinelle sono chiamate a rendersi disponibili a mutare l’ambiente in cui vivono portando il sale di Cristo e la gioia della nuova evangelizzazione.

Il Centro per la Formazione alla nuova Evangelizzazione è dedicato alla figura di Fabrizio Sana, un giovane responsabile della fiaccola di Novara prematuramente scomparso, il cui ricordo è rimasto indelebile e in cui tanti giovani ricorrono nelle preghiere perché dal cielo possa intercedere per loro. Le “Sentinelle del mattino”, secondo la definizione coniata da Giovanni Palo II durante la Giornata Mondiale della Gioventù all’inizio del nuovo millennio, sono cristiani ancorati alla Tradizione capaci di evangelizzare il mondo, ossia di far sì che ogni uomo possa davvero incontrare Gesù, presente in ogni luogo e in ogni tempo. Per saperne di più basta consultare l’aggiornato ed avvincente sito: www.sentinelledelmattino.org .

* Osservatorio Internazionale Card. Van Thuan

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