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Essere una sentinella "funziona"!

"Con questo articolo vorrei condividere la mia gratitudine al Signore per il progetto che ha in mente per la mia vita e la mia città e incoraggiare tutte quelle sentinelle che si sentono sole"

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Matteo e Caterina

Tags: Ravenna

Venerdì 24 ottobre a Ravenna è partita la terza edizione del Café Teologico: una sala gremita di giovani, tanti caffè e tisane serviti, un relatore molto preparato, ma soprattutto…le sentinelle in azione! Pronte ad accogliere le persone che arrivavano e a farsi in quattro per la buona riuscita della serata. Ho quasi 24 anni, e da più di sei sono una sentinella: con questo articolo vorrei condividere la mia gratitudine al Signore per il progetto che ha in mente per la mia vita e la mia città e incoraggiare tutte quelle sentinelle che si sentono sole, che provano la fatica di un nuovo anno in cui si devono scontrare con un direttore di pastorale giovanile che non ne vuole sapere delle Sentinelle del mattino, o che devono arrabattarsi in mille modi per andare a vivere Una Luce Nella Notte in una città vicina, perché a casa loro è diventata una proposta utopica o un ricordo nostalgico. Essere una sentinella “funziona”: funziona nella mia vita, la rende piena e incredibile, fa di me una persona che aspira a cose grandi per sé e per la sua realtà! Prima di tutto, essere sentinella mi ha fatto scoprire la gioia dell’incontro con Gesù: un incontro meraviglioso, vissuto in tanti momenti della mia adolescenza, grazie alla famiglia che mi ha trasmesso la fede e alla parrocchia che mi ha proposto ritiri e altre esperienze forti, ma mai veramente compreso fino alla fatidica domanda del corso base: “quando hai incontrato Gesù? In che giorno, a che ora?”. In secondo luogo, mi ha dato gli strumenti necessari per testimoniare Gesù a tutti quelli che mi stanno accanto, a partire dal mio fidanzato Matteo, che mi piace definire il primo frutto della mia evangelizzazione: è “capitato” che ci siamo conosciuti una settimana prima dell’inizio del corso base, perciò al terzo appuntamento gli ho propinato un soliloquio di un’ora sul mio incontro con Gesù, la mia vita di fede, la Luce Nella Notte della sera prima… Per fortuna non è scappato, anzi: due anni dopo è venuto al corso sentinella a Milano Marittima, dal 2013 ha cominciato la cellula di evangelizzazione, e adesso che sono passati più di sei anni da quel soliloquio posso testimoniare che è diventato una sentinella a tutti gli effetti… Insomma, va bene che ci sono voluti anni, ma ho comunque creato un mostro! Essere una sentinella mi aiuta a essere attenta ai bisogni delle persone e a mettermi al loro servizio: grazie alla cellula ho imparato a pregare e a fare dei piccoli sacrifici per le persone a cui vorrei testimoniare la mia fede; cerco di smussare i lati più spigolosi del mio carattere; mi “lancio” quando c’è bisogno di un servizio in parrocchia. Essere una sentinella mi aiuta a vivere pienamente la mia vita da cristiana, senza scuse o compromessi: mi impone di fare scelte grandi, di essere sempre coerente nelle parole e nelle azioni, soprattutto mi sprona a essere evangelizzatrice, prima che a fare attività di evangelizzazione. Se fai fatica a vivere la tua realtà parrocchiale o diocesana, se senti che è tutto difficile, se vedi solo ostacoli, non avere paura: il Signore ha in serbo per la tua realtà un progetto più grande e più bello di quello che riesci a immaginare. Prega, mettiti a servizio del tuo vescovo, continua a curare la tua formazione cristiana e non smettere mai di portare Gesù a tutti quelli che ti stanno intorno: dopotutto, se le sentinelle sono sbarcate anche in Romagna, c’è speranza davvero per tutti!

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