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La realtà si adatta a diverse realtà diocesane...

Don Stefano Rossi (diocesi di Termoli Larino) ha iniziato un progetto di nuova evangelizzazione con le Sentinelle

Tags: Termoli

Ho conosciuto da giovane prete (anzi appena ordinato sacerdote) le Sentinelle e devo proprio ammettere che è stato per me proprio una benedizione! Da poco nominato vice-parroco a Montenero di Bisaccia (CB) e impegnato con gli adolescenti e i giovani delle comunità parrocchiali, nel vivere a stretto contatto con loro, avevo potuto constatare che, nonostante avessero partecipato tutti al cammino catechistico di iniziazione cristiana fin dalla scuola elementare, nella maggior parte dei casi la loro fede non era per nulla cresciuta: erano battezzati, ma non evangelizzati. Di qui il mio desiderio di cercare forme nuove di annuncio che valorizzassero l’incontro personale con Gesù Cristo.

Ricordo che mi avevano parlato di evangelizzazione di strada e avevo una vaga idea di cosa fosse, eppure c’era qualcosa che mi diceva che la formazione cristiana o era necessariamente indirizzata all’evangelizzazione o altrimenti sarebbe stato difficile per i giovani a me affidati incontrare Gesù Cristo e il suo Vangelo.

E così ho conosciuto questa realtà di nuova evangelizzazione Sentinelle del mattino che ha cambiato (e non poco) in questi primi anni di sacerdozio la mia visione del ministero ordinato.

Pensavo che essere prete volesse dire “fare” qualcosa o fare delle attività per i giovani a te affidati, e invece mi sono reso conto che per farli “diventare” cristiani bisognava far prendere loro coscienza del loro essere evangelizzatori e “protagonisti” dell’annuncio del Vangelo nei confronti dei loro coetanei, così come Gesù aveva fatto con i suoi discepoli.

Questo, grazie alle  Sentinelle, si è verificato nella piccola realtà parrocchiale di Montenero e poi a livello diocesano nella nostra diocesi di Termoli-Larino.

Sì, perché con il grande sostegno e appoggio del nostro vescovo mons. Gianfranco De Luca,

Una luce nella notte è diventata ora un laboratorio diocesano di formazione all’evangelizzazione per i giovani e la molla per far scattare in tanti altri il desiderio di mettersi in gioco per il Signore. E lì sperimento la bellezza del sacerdozio, perché i giovani non li lego a me, ma a Gesù!

Oggi, da responsabile diocesano della pastorale giovanile, vedo come questa realtà lentamente, ma con sempre maggiore efficacia, si adatta a molte delle diverse realtà esistenti nella nostra Chiesa locale, perché porta alla diffusione di una mentalità kerygmatica: quando questa entra nel tessuto pastorale, lo cambia, perché rende “missionari” nel vero senso della parola i laici battezzati che ne vengono toccati.

Infatti, le novità non sono finite: a partire dal nuovo anno pastorale la nostra diocesi attiverà un “laboratorio permanente sulla nuova evangelizzazione” che il vescovo mi ha chiesto di seguire e che avrà come fine un’azione di risveglio dei battezzati e delle comunità al loro compito di evangelizzatori, partendo proprio da quei giovani che qualche anno fa mi avevano detto: «Ma questo progetto, dove ci porterà?».

*don Stefano Rossi (diocesi di Termoli Larino)

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