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5 anni di Una luce nella Notte, e ogni volta è una sorpresa

E' necessario essere 'al top' per annunciare Gesù? Davide ci racconta com'è andata l'ultima edizione di Una luce nella Notte a Ravenna.

Davide e Federica

Davide e Federica


Sabato 8 marzo si è svolta a Ravenna 'Una luce nella Notte'. Realizzo ora che è da più di cinque anni che vi partecipo! Anni che sono volati, e di solito il tempo vola quando trascorre lieto. Mi sembra che sia sempre il primo anno, perchè la Luce è qualcosa di sempre nuovo e rinnovante. E anche per questa edizione è stato così.

Non è un mistero: la voglia di partire da casa nel primo pomeriggio per andare a preparare l'accoglienza e non tornarvi prima dell'una o le due di notte, non sempre è così alle stelle. Sabato è stata una di quelle volte in cui la domanda 'ma chi me lo fa fare?' mi ha tentato più volte: stanchezza interiore e poca voglia di fare mi avevano accompagnato nelle ultime settimane. Ma ho pensato: "Davide, i frutti di Una luce nella Notte li conosci ormai: se non riparti da lì per rimetterti in carreggiata e partire con la Quaresima, non parti più!". E allora via, 'poche mosse' e si parte!

Arrivati al seminario (dove viviamo l'accoglienza e i momenti di formazione prima della Luce) incontrare le altre sentinelle mi predispone subito alla gioia interiore e all'allegria. E' un piacere per me condividere con loro queste esperienze: cresce la fede, l'amicizia e… la pancia: la presenza culinaria è sempre abbondante! A farci dono del momento di formazione è venuto per la prima volta don Mattia, un giovane sacerdote della Diocesi che conoscevo di vista ma che non avevo ancora avuto occasione di ascoltare. L'insegnamento che ha tenuto è stato molto puntuale e proficuo: alcuni spunti di riflessione mi accompagneranno durante tutta la serata.

Prima di cominciare la serata di evangelizzazione vera e propria, le sentinelle vivono un momento di adorazione tutto per loro davanti a Gesù. In quel momento affidiamo a Lui i nostri timori e le nostre speranze per la serata, e confermiamo al Signore la nostra decisione di metterci al Suo servizio per annunciarLo a chi incontreremo quella sera. Ho vissuto questo momento come un esame di coscienza: "Certo che sono proprio scarico. Cosa avrò mai da dire a chi incontrerò stasera?". Per un attimo ho accarezzato la speranza di essere messo al ministero dell'intercessione: stare davanti a Gesù e pregare per una coppia di sentinelle che sarebbe uscita per la città, senza dover espormi… per fortuna non devo decidere io. Infatti, sono messo all'accoglienza: dovrò accogliere le persone che entreranno in chiesa, ed accompagnarle da Gesù. Proprio quello meno indicato per me in quel momento, avrei pensato! Ma i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri…

Il Signore mi ha fatto dono di incontri interessantissimi. Persone convertite in età adulta capaci, davanti a Gesù, di commuoversi per la gratitudine di essere stati salvati da una vita altrimenti destinata alla disperazione del non senso. Persone impegnate nel servizio della propria parrocchia, provate dallo spendere tutte le energie per i ragazzi e trovarsi svuotati, apparentemente senza raccogliere frutti. Ragazze che entrano in chiesa 'per caso', che credono forse in Dio ma non nella Chiesa, che d'un tratto, con tono dolce ti dicono 'qui però è diverso: sembra di essere a casa'. Come non stupirsi? Un'altra cosa che mi ha colpito è che, chi ho accompagnato, si stupiva che le mie parole erano esattamente il contenuto della preghiera che avevano scritto oppure quello che avevano nel cuore. Ma io ero scarico, senza buoni sentimenti da distribuire. E' evidente allora che era Gesù a servirsi proprio di me, per mostrarmi che è Lui che agisce e che salva, indipendentemente dalle mie forze. E farlo quando ero così debole, ne è stata una chiara dimostrazione.

Grazie Signore per la pace e per la gioia che mi doni ogni volta dopo Una luce nella notte. Grazie per la grande bellezza, quella autentica, che sai rendere visibile a chiunque. Grazie perchè mi liberi dalla tensione di dover essere perfetto, perchè sei sempre e solo Tu che operi nei cuori.

Davide, sentinella di Ravenna

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